Appare come sacrosanta ed inevitabile l’adozione dei figli se la madre ne trascura persino le esigenze primarie connesse alla salute, rischiando così di provocare danni gravi, se non addirittura irreversibili, durante la loro crescita.
Lo ha affermato la Corte di Cassazione, nella recente ordinanza n. 363/2023, depositata il 10 gennaio.
Inutile l’opposizione della donna: inequivocabile il disagiato quadro familiare emerso dai sopralluoghi effettuati dai carabinieri nella casa in cui lei viveva con i tre figli. Decisivo, infine, il riferimento ai problemi dei tre minori e ai miglioramenti da loro manifestati a seguito dell’allontanamento dalla madre.
Erano già concordi i giudici di merito, i quali avevano sancito lo stato di adottabilità di tre ragazzini – tutti sotto i 10 anni di età –, nonostante le obiezioni proposte dalla loro madre e dalla nonna. Significativa una precisazione, secondo la quale lo stato di abbandono, presupposto necessario per la dichiarazione dello stato di adottabilità, è configurabile non solo nei casi di abbandono materiale ma anche quando si accerti, come nella delicata vicenda presa in esame, l’inadeguatezza dei familiari a garantire al figlio minore il normale sviluppo psico-fisico.
In sede di ispezione domiciliare veniva ripetutamente riscontrata un’abitazione sudicia e disordinata con pavimento invaso da rifiuti, residui di cibo e mozziconi di sigarette.
La Cassazione, in conclusione, ha confermato la legittimità dell’adozione dei minori totalmente trascurati dalla madre.
