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17 Settembre 2011 | Vita professionale

MANOVRA FINANZIARIA – LE POSIZIONI DEL CNF E DELL’OUA

Intervenendo all’assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura che si è tenuta a Roma il 16.9, il segretario del CNF Andrea Mascherin ha rilevato che “la manovra bis presenta profili di criticità, di metodo e di merito, che il Cnf ha più volte sollevato; ma riconosce la specificità degli ordinamenti professionali a garanzia della indipendenza e dell’autonomia delle professioni distinguendola dall’ attività di imprese  Alcuni dei principi enunciati sono già contenuti nella riforma della professione forense (formazione obbligatoria, assicurazione obbligatoria, compensi ai praticanti, ndr) che è a metà del guado, essendo stata già approvata dal Senato”. Mascherin ha ribadito che il CNF insiste per l’approvazione veloce del provvedimento anche alla Camera e ha sottolineato che  “occorre privilegiare la responsabilità sociale dell’avvocato per puntare ad una società in cui contino diritto e legalità e non si faccia esclusivo appello al mercato, che ha dimostrato la sua insufficienza. L’avvocatura deve lavorare su iniziative di proposte, e non di protesta sterile, condurre analisi e predisporre soluzioni alternative in un progetto costruttivo di efficienza della giustizia e di qualificazione dell’avvocatura a tutela dei cittadini. Ben vengano iniziative pubbliche che abbiano questo spirito”.

Il primo banco di prova sarà quello delle circoscrizioni giudiziarie: con circolare n. 21-C-2011 del 7 settembre scorso, il Cnf ha avviato la raccolta dei dati presso circa 50 ordini sub-provinciali che una commissione istituita ad  hoc con Cnf, ordini e analisti, coordinata da Enrico Merli, elaborerà “per sviluppare modelli di efficienza sui quali l’avvocatura potrà discutere in un confronto leale e senza pregiudizi con il Ministro della giustizia”.

Il segretario del CNF  ha evidenziato anche gli aspetti critici delle manovre di luglio e di agosto, ingiustificatamente  punitive nei confronti dei cittadini prima ancora che degli avvocati, come la previsione di sanzioni per chi non si presenta in mediazione e l’aumento a  tappeto del contributo unificato. Senza contare l’inadeguatezza del metodo di inserire norme spot in materia di giustizia in decreti leggi approvati a colpi di fiducia al di fuori di un disegno complessivo. 

Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, nel corso dei lavori dell’Assemblea, ha dichiarato che « si terranno manifestazioni in più di cento città contro gli interventi sulla giustizia e sulle professioni contenuti nella manovra economica». «Informeremo gli italiani – ha continuatosu una legge che prevede la chiusura di circa 50 tribunali, l’aumento del contributo unificato, norme vessatorie sulla mediaconciliazione obbligatoria, che è un sistema, oltretutto, incostituzionale e non in linea con le direttive europee. Tutti provvedimenti che danneggiano i cittadini perché comprimono e riducono il sistema dei diritti tutelabili e che servono solo per fare cassa, non per eliminare gli sprechi. Viene da chiedersi dove sono finiti i tanti annunciati tagli ai costi della politica ». «Non solo – ha aggiunto il presidente Oua – scenderemo in piazza anche per opporci al complessivo attacco alle professioni, ormai equiparate a delle semplici imprese».

De Tilla ha ricordato che l’OUA, l’Associazione Nazionale Magistrati e tutti gli altri sottoscrittori del Patto per la Giustizia hanno avanzato un progetto concreto per far funzionare la macchina giudiziaria che è rimasto inevaso.

Inoltre sul tavolo del Ministro c’è da mesi anche un Decalogo di spunti concreti presentato dell’Oua: manager nella direzione degli uffici giudiziari, applicazione integrale del metodo Barbuto (il Tribunale di Torino che ha fortemente ridotto tempi e recuperato efficienza), maggiori risorse ben impiegate, riforma del giudice laico, diffusione su tutto il territorio del processo telematico, rivisitazione delle sezioni distaccate, migliore ripartizione nel territorio degli uffici giudiziari.

Il Governo, invece, ha partorito secondo De Tilla una “riformicchia” che non risolve i veri problemi e che peggiora in modo “epocale” la situazione.