Congresso straordinario dell’Unione Camere Penali Italiane – Rimini, 14-16 ottobre 2011
La Presidente dell’AIAF interverrà sabato 15.10 al Congresso dell’UCPI, sul tema “Un’altra giustizia: approdo ineludibile. Riformare è possibile superando le stecche dei veti incrociati e della conservazione, per un sistema moderno, un giudice terzo, un avvocato specializzato”, portando i saluti della nostra Associazione e la conferma del nostro impegno a mobilitarci al loro fianco per la rapida approvazione della riforma forense.
Alla vigilia del Congresso straordinario, la Giunta dell’UCPI sollecita tutte le forze politiche a “contribuire alla piu’ rapida approvazione” della riforma forense “facendo prevalere l’interesse generale a una avvocatura piu’ qualificata e moderna su sterili dispute di parte”. Come già ribadito dal CNF, i principi sulla liberalizzazione delle professioni contenuti nella manovra correttiva “non confliggono in alcun modo” con il testo sull’ordinamento forense all’esame della commissione Giustizia alla Camera. Anzi, “il richiamo espresso al tema della formazione continua e del tirocinio – osservano i penalisti – e’ assolutamente coerente con gli orientamenti recepiti nel testo di riforma in esame”.
La riforma a suo tempo licenziata dal Senato, si legge nella delibera, “venne valutato dall’UCPI alla stregua di un sostanziale arretramento rispetto al progetto elaborato e proposto unitariamente da tutte le componenti dell’Avvocatura”, ma ora “l’urgenza di una riforma moderna della professione deve prevalere anche sull’opportunita’ di rivedere la legge in discussione e ritornare alla sua originaria e piu’ coerente stesura”.
“Il concreto rischio che la riforma non veda la luce entro la fine della legislatura, e che dunque un piu’ razionale assetto dell’accesso e della formazione e l’introduzione della specializzazione vengano rinviate sine die, sarebbe esiziale per l’Avvocatura e, prima ancora, per il diritto dei cittadini alla difesa, che non puo’ essere pretermessa ad astratte, generiche e gia’ dimostratesi infondate, valutazioni economicistiche in tema di liberalizzazioni”.

» 4 numeri della Rivista