L’AIAF sulla posizione del Ministro Alfano di negare il rinvio della entrata in vigore della mediazione per alcune materie
Al Sig. Ministro della Giustizia
On. Angelino Alfano
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Richiesta di rinvio dell’entrata in vigore della mediazione ex D.lgs 28/2010
L’AIAF – Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i minori, aderendo alle richieste già avanzate dal Consiglio Nazionale Forense e dall’OUA, chiede che il rinvio di un anno della entrata in vigore della mediazione riguardi tutte le materie indicate nel D.lgs 28/2010.
In particolare l’AIAF rileva che l’esigenza del rinvio non è limitato a sole ragioni di carenze organizzative, peraltro fondate, e ribadisce l’esigenza di una modifica del D.lgs 28/2010 affinché sia eliminata l’obbligatorietà della mediazione, sia prevista l’assistenza dei difensori alle parti in mediazione e si disponga in merito ad una formazione specialistica del mediatore nelle diverse materie indicate nel decreto.
Desta seria preoccupazione una immediata entrata in vigore della mediazione nelle materie della divisione dei beni in comunione, del diritto successorio e dei patti di famiglia, poiché l’attuale normativa ex D.lgs 28/2010 non vincola la proposta conciliativa alla ricognizione delle norme di diritto applicabili nella fattispecie e neppure prevede una specialistica competenza in materia del mediatore, e dunque non consente una adeguata tutela dei diritti delle persone.
Nè riteniamo che la richiesta dell’immediata entrata in vigore del D.Lgs pervenuta al Ministero della Giustizia da parte delle Confederazioni imprenditoriali, dall’Unione delle Camere di Commercio, dai Consigli nazionali degli Architetti, dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, dei Geometri e dei Geometri Laureati e degli Ingegneri, possa essere il “miglior viatico al successo della mediazione e all’efficienza della giustizia italiana”, come si legge nel Suo odierno comunicato stampa.
La complessa e delicata materia della divisione dei beni in comunione, del diritto delle successioni e dei patti di famiglia richiede ben altre competenze, di quelle che possono offrire questi soggetti, per una corretta negoziazione e mediazione dei diritti e degli interessi delle persone.
Peraltro l’AIAF ha sin dall’inizio contrastato la previsione della obbligatorietà della mediazione in materie quali la divisione di beni tra coniugi, poiché contraria all’esigenza di definire i rapporti personali e patrimoniali dei coniugi in un unico e omogeneo contesto, quale quello della separazione e del divorzio, avanti ad un unico giudice specializzato – la sezione specializzata in diritto di famiglia, minorile e delle persone del tribunale ordinario – e con un unico rito, richieste che da tempo la nostra Associazione avanza al Legislatore, sollecitando una riforma sostanziale e processuale del diritto di famiglia.
Per prima l’AIAF ritiene che i metodi di soluzione alternativa al procedimento contenzioso debbano essere considerati quale scelta privilegiata nella ricerca di soluzioni ai conflitti coniugali e familiari, ma la negoziazione, la mediazione e la conciliazione devono vedere come principali protagonisti le parti e i loro difensori, e l’auspicata definizione del conflitto deve corrispondere ad una mediazione tra i reciproci diritti e interessi.
Nel richiedere la Sua disponibilità a prendere in considerazione le nostre richieste, si porgono i migliori saluti
Avv. Milena Pini
presidente AIAF
Milano, 12 febbraio 2011

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